A Iberostar Playa Paraíso il terreno si piega dove altrove, lungo tutta la costa, resta piatto: P.B. Dye ha sfruttato dislivelli naturali rari per la regione, disegnando fairway che salgono e scendono invece di allinearsi su un’unica quota.
Il percorso, aperto nel 2005 tra Cancún e Playa del Carmen, è par 72 su 6.704 yard, con rating 74,3 e slope 137 dai tee più arretrati. Dye ha firmato ostacoli fuori dagli schemi che lo contraddistinguono: un letto di fiume in roccia usato come hazard, bunker rivestiti in traversine ferroviarie, green mossi e difesi da trappole profonde. È considerato uno dei suoi progetti più impegnativi, ed è stato tappa di qualificazione per il PGA Tour Latinoamerica.
Intorno al campo, la giungla nasconde rovine antiche e ospita la fauna selvatica tipica della zona: parte del paesaggio, non un ostacolo aggiunto per effetto scenico.
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