Alla buca 16 di Iberostar Cancún giochi con un tempio maya del 500 d.C. sullo sfondo: alle spalle la skyline della zona hotel, davanti le rovine di El Rey, più antiche di qualunque resort della costa.
Isao Aoki ha disegnato il percorso nel 1994, tra il Mar dei Caraibi e la Laguna di Nichupté: par 72, 6.735 yard, rating 72,5, slope 124. Le insenature della laguna bordano quasi ogni buca, e ai par 3 della 3 e della 12 il colpo dal tee vola sempre sull’acqua, prima di atterrare su green protetti da bunker. Tra le mangrovie che affiancano il percorso vivono iguane e qualche coccodrillo, che secondo chi ci ha giocato resta a guardare, senza mai diventare protagonista del round.
Il fairway, largo e permissivo per la maggior parte del giro, si stringe proprio dove conta di più: negli ultimi metri prima dei green protetti dall’acqua.
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